La problematica da reflusso gastroesofageo è una condizione che può essere temporanea o cronica con origine multifattoriale che interessa il tratto gastrointestinale
Una caratteristica distintiva di questo disturbo è il movimento retrogrado del contenuto gastrico nell’esofago. I sintomi principali includono bruciore di stomaco (infiammazione esofagea), rigurgito acido, difficoltà digestive e, nei casi più gravi, lesioni della mucosa. Questa problematica viene generalmente gestita attraverso modifiche dello stile di vita e interventi farmacologici, principalmente con l’utilizzo di inibitori della pompa protonica (IPP). Tali farmaci sono impiegati per controllare la secrezione acida gastrica, favorendo la guarigione della mucosa e l’attenuazione dei sintomi in molti pazienti affetti da reflusso. Tuttavia, oltre il 30% dei pazienti in trattamento con IPP non risponde adeguatamente alla terapia, con conseguente persistenza dei sintomi e un rischio maggiore di complicanze. L’uso prolungato di IPP è associato a effetti collaterali quali fratture ossee, insufficienza renale, maggior rischio di infezioni e tumori gastrici. L’insorgenza di effetti avversi dovuti all’utilizzo di questi farmaci rende sempre più necessario lo sviluppo di strategie terapeutiche alternative. Ad oggi, alcuni prodotti naturali sono riconosciuti come candidati promettenti per la gestione della problematica da reflusso grazie al loro contenuto in composti bioattivi, dotati di proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di protezione della mucosa.
Il 20–30% della popolazione occidentale presenta sintomi di reflusso gastrico, contro il 7,8-8,8% di quella dell’Asia orientale
Fattori di rischio crescenti, quali sovrappeso e obesità, invecchiamento e alcune abitudini legate allo stile di vita, contribuiscono ad aumentare la prevalenza della malattia da reflusso gastroesofageo. Dal punto di vista epidemiologico, questa problematica colpisce le persone indipendentemente dall’età, sebbene la sua prevalenza sia influenzata da fattori geografici e demografici. Ulteriori fattori di rischio includono l’età avanzata, un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30, il fumo, il consumo di alcol e l’uso di alcuni farmaci. Oltre alle manifestazioni esofagee, la problematica da reflusso può causare sintomi extra-esofagei quali tosse cronica, laringite, asma ed erosione dentale.

Il reflusso è generalmente multifattoriale, in cui fattori anatomici e fisiologici interagiscono con fattori psicologici attraverso l’asse intestino-cervello
È stata dimostrata un’associazione consistente tra stress/ansia e sintomi del reflusso. Lo stress, in particolare, può aumentare la sensibilità dell’esofago e peggiorare la qualità di vita. Nella maggior parte dei casi stress e condizioni emotive possono favorire o aggravare i sintomi da reflusso. Le persone sotto stress e/o situazioni ansiose tendono a riferire più frequentemente sintomi da reflusso (soprattutto bruciore di stomaco, dolore e rigurgito acido). È stato dimostrato che fino a una persona su tre affetta da reflusso gastroesofageo manifesta ansia e/o depressione. È stata ipotizzata una relazione causale bidirezionale tra ansia/depressione e reflusso gastroesofageo. Pertanto, nelle persone in cui stress e ansia hanno un ruolo importante, le strategie suggerite per una migliore gestione dei sintomi da reflusso sono: terapia cognitivo-comportamentale (soprattutto nell’ipersensibilità esofagea e nel bruciore funzionale) e tecniche di gestione dello stress e rilassamento.
Molti attivi di origine naturale possono essere un efficace supporto per le problematiche da reflusso
Alcuni prodotti naturali svolgono azioni funzionali utili per ridurre la sintomatologia da reflusso gastro-esofageo tra cui la riduzione della secrezione acida, la rigenerazione della mucosa esofagea, l’attività antinfiammatoria e la modulazione del microbiota intestinale. Tra gli attivi più studiati negli studi clinici e preclinici ci sono flavonoidi, polifenoli, oli di origine vegetale, probiotici, estratti vegetali. Sempre più si stanno adottando approcci terapeutici che integrano prodotti naturali nella gestione del reflusso; ciò offre la possibilità di potenziare le terapie convenzionali, garantendo un approccio più completo e sicuro per i pazienti. Uno studio randomizzato in doppio cieco ha evidenziato, ad esempio, come l’utilizzo di un estratto di Amla per quattro settimane contribuisca a ridurre in modo significativo la frequenza del bruciore e del rigurgito, oltre a ridurne la gravità. Un altro studio condotto su un gruppo di 30 pazienti che hanno assunto miele di Manuka o un placebo per un periodo di 4 settimane ha evidenziato un miglioramento complessivo dei sintomi da reflusso del 73,3% nel gruppo trattato con miele di Manuka. Il miele di Manuka appare, dunque, essere efficace nel trattamento della problematica da reflusso gastroesofageo; efficacia confermata sia dalla percezione soggettiva dei pazienti sia dagli esami endoscopici e istopatologici.
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A cura di Anna Zuppini, PhD
Responsabile Scientifico Giuriati Group srl, Direzione Scientifica Nutriva Academy
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